Esame di maturità

Se finora sembrava essersi posata una pace perpetua, di reciproco rispetto, d’unione, fratellanza, quasi omologazione tra gli studenti del Fermi, è nello sprint finale che riaffiora l’istinto di sopravvivenza, che s’infiammano le piccole scintille rimaste accese dai precedenti scontri e che il Fermi si spacca irrimediabilmente in due.

Sul lato destro del ring. Sguardo spavaldo, deciso, di chi sa di fare sempre la cosa giusta. Sono coloro che all’esame vogliono arrivare in regola, perfettamente preparati sul programma e pronti per ogni possibile evenienza. I Diligenti.

Sul lato sinistro. Astuti. Scaltri. Quelli che per prepararsi all’esame scelgono vie traverse, scoscese, così subdole che persino Corona si rifiuterebbe di percorrere! Gli Infidi.

1°Round. Quattro mesi all’esame. Gli Infidi, intenti a recuperare il debito del primo quadrimestre si domandano ancora che cosa sia un equinozio, se non un cavallo fannullone che vuol correre solo due giorni all’anno. I Diligenti invece, infervorati come piccoli scoiattolini, si apprestano ad accumulare provviste per il lungo letargo di studio che li attende.

2°Round. Due mesi all’esame. Mentre la tesina degli Infidi alberga nei vari siti internet, pronta per essere scaricata, quella dei Diligenti è già sulla loro scrivania, perfettamente ultimata e rilegata con tanto di coccarda argentea che si erge fiera sul capolavoro dei prodi scrittori.

I Diligenti hanno già terminato il ripasso dell’intero programma scolastico, in aggiunta a quello degli altri indirizzi (perché non si sa mai!) e a tutte le letture integrative, facoltative e superflue possibili. E dopo questa full immersion nello studio possono finalmente darsi al relax. La loro camera da letto si trasforma così in un centro zen, adornato con bonsai finti dell’Ikea, tappetini colorati per lo yoga e musichina rilassante di sottofondo, preferibilmente simulante lo scroscio di una cascata in amazzonia o il grazioso canto dello Stercorario della Patagonia.

3°Round. Una settimana all’esame. I Diligenti sono in piena e perfetta condizione psico-fisica, grazie soprattutto ai corsi di rilassamento pre-esame di cui sono oramai frequentatori assidui. Aria di panico pullula invece negli sguardi degli Infidi. Diventano finalmente consapevoli dello scorrere inesorabile del tempo: l’esame è alle porte! E allora, giù, ligi a scrivere bigliettini, a stampare fotocopie rimpicciolite e ad ordinarle alfabeticamente all’interno del fedele vocabolario che porteranno con sé persino nella prova di matematica. Così mentre i Diligenti seguono un corso accelerato d’oratoria per esporre in modo aulico e forbito le proprie conoscenze, gli Infidi si dilettano a registrare varie lezioni, con l’illusione di poterle recitare in playback all’orale.

4° ed ultimo Round. Il giorno fatidico. I primi ad arrivare sono i Diligenti. Sicuri e saccenti varcano le soglie del Fermi imbottiti di fosforo. Ma ecco che arrivano gli Infidi. Sono una biblioteca ambulante. Bigliettini nella scollatura. Pergamene arrotolate nel porta-pallottole da guerra del bisnonno sotto la giacca. Mini-fotocopie scotchate sotto la suola delle scarpe. Formule di trigonometria tatuate indelebilmente su ogni parte del corpo. Nonostante l’apparente rilassatezza e sollazzo che li caratterizza, conservano un tic nervoso sull’estremità sinistra del labbro superiore, residuo forse degli innumerevoli caffé dei giorni precedenti.

I due gruppi s’incontrano. Si scrutano con aria truce.

Sorge solo una domanda: chi la spunterà? Lo scopriremo solo a giugno…

Greta Sagona

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