Miss Periferia

Come tradizione, ogni anno la televisione italiana ci propone le fatidiche tre serate per incoronare la più bella. Miss Italia. Luci spettacolari, passerelle con le ultime creazioni dei più noti stilisti, scenografie curatissime, trucco e parrucco impeccabili. Tutto al limite della perfezione…

Ma vi è mai capitato di assistere ad alcuni concorsi di periferia?!

Io modestamente ne ho una certa esperienza…

Paragonarli a Miss Italia sarebbe un affronto. Un misero palco a troneggiare su un pubblico over-80. Costumi fotonici e catarifrangenti (per sottolineare che la moda non dimentica un aspetto importante come la sicurezza!). Sponsor della trattoria “Porchetta Paradiso” di Ciro. Senza parlare poi dei partecipanti… in via d’estinzione code da cavallo, vitini da vespa, occhi da cerbiatta e falcate da gazzella. In abbondanza invece gambe da cotechino (sì proprio quello che accompagna le lenticchie ai cenoni di capodanno!) e ventri foderati da tartarughe…ma rovesciate. Miss a dir poco giunoniche. Altre in seria ed evidente difficoltà a camminare con trampoli di tacco 12. Talune con le sembianze di un palo. Ma tutte agguerrite allo stesso modo per cingere la tanto ambita corona di Miss. Tra questa spropositata concorrenza rimane però il valore della lealtà; si può notare ciò da come sotto il nobile gesto di tenersi per mano durante la sfilata ci siano stritolamenti al limite della sopportazione fisica e da come al momento della proclamazione della vincitrice le avversarie le si tuffino addosso con calci e pugni. Ma i concorsi non sono solo una prerogativa femminile, come non parlare anche degli aspiranti Mr?! Vanitosi oltre il possibile. Alcuni col rischio del soffocamento da quanto trattengono il respiro per mostrare tutta la loro virilità. Altri che con camminata audace seminano il gruppo nella passerella finale. Ed altri ancora che danno il loro meglio nel dialogo: sfoderano infatti con eloquenza argomenti neanche lontanamente paragonabili al tipico pensiero da concorso sulla pace nel mondo. Ma alla fine rimane loro la soddisfazione di aver vinto sulla spietata concorrenza e di poter cingere, assieme allo scettro di bigiotteria, un buono sconto da Ciro.

Greta Sagona

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